Italia – Mixamag: Le storie vere: Miruna Cajvaneanu

“Vorrei che venissero introdotte delle punizioni più severe per reati come la discriminazione razziale, l’istigazione all’odio verso gli stranieri (mi vengono in mente molti politici e giornalisti colpevoli di questi reati)”

Essere laureata in scienze politiche, giornalista professionista nel suo Paese dal 2007, freelance che scrive correntemente in quattro lingue, ortodossa e sposata con un egiziano copto-ortodosso conosciuto a Roma, madre di due bambine di 8 e 2 anni e mezzo. E romena. A quasi 32 anni Miruna Cajvaneanu ha alle spalle un curriculum esistenziale e professionale di tutto rispetto. E cerca di far conoscere le risorse della sua terra, oltre che combattere pregiudizi e discriminazioni, scrivendo per il settimanale “Gazeta Romaneasca” – rivolto agli immigrati romeni in Italia – e per l’agenzia romena “HotNews.ro”.

“Sono arrivata nel ’99, partendo dal nord-est del mio Paese (ai confini con l’Ucraina), grazie a una borsa di studio Erasmus dell’Università di Bucarest, dove frequentavo la facoltà di scienze politiche studiano esclusivamente in francese. Alla Sapienza di Roma ho proseguito gli studi nella stessa facoltà, concludendoli nel 2005 con una specializzazione in relazioni internazionali e una tesi sugli aspetti della corruzione. Al mio arrivo non conoscevo nessuno, non sapevo dire nemmeno che ore sono in italiano”.

Quanta strada in soli 5 anni. Tutto farebbe pensare all’Italia come a una meta fissa e a una seconda patria. E invece non è esattamente così: 
”Non ho mai pensato di rimanere: avrei preferito andare in Francia o in Spagna per fare l’Erasmus. Conoscendo mio marito (laureato in legge in Egitto, che qui a Roma gestisce due negozi di fiori in Centro) e mettendo su famiglia, mi rendo conto che non sono più di passaggio. Non escludo però un’altra esperienza migratoria, magari tra un bel po’ di tempo: mi piacciono i Paesi scandinavi, la Finlandia in particolare. La mia famiglia d’origine è rimasta in Romania: papà è giornalista, mamma docente di lingua francese. Amici? Pochi quelli veri, ma la colpa è mia: sono selettiva”.

Con un esempio così vicino, facile immaginare la predisposizione per il giornalismo. “Scrivo da quando avevo 14 anni, inizialmente sul quotidiano della mia città: aiutavo mio padre anche nella correzione delle bozze. Ho fatto l’inviata speciale per la radio “Trinitas” (della Chiesa ortodossa romena), in occasione dei funerali di Giovanni Paolo II; ho analizzato la vita politica italiana per l’agenzia romena “Amosnews”. Scrivo per “Gazeta Romaneasca” e dal 2007 sono corrispondente per “HotNews.ro”, il principale portale di news romeno: un lavoro che mi dà grandi soddisfazioni. Nel 2006 ho vinto il 3° premio al concorso letterario internazionale “Io e Roma”, organizzato dal Comune capitolino. Ho curato per il Dossier immigrazione Caritas/Migrantes uno studio su come i giornali hanno parlato dei romeni dopo il delitto di Giovanna Reggiani nell’autunno del 2007 (analizzando oltre mille articoli di 5 testate italiane) e un’altra ricerca sul diritto elettorale dei romeni all’estero”.

A soli 32 anni Miruna sembra arrivata all’apice della carriera. E invece le ambizioni sono ben altre “Il mio obiettivo è riuscire a cambiare i pregiudizi sui romeni: fare in modo che siano visti e diventino la più forte comunità di nuovi cittadini italiani. Anche una forza politica. Vorrei, per esempio, che venissero introdotte delle punizioni più severe per reati come la discriminazione razziale, l’istigazione all’odio verso gli stranieri (mi vengono in mente molti politici e giornalisti colpevoli di questi reati). Il fenomeno è aumentato in misura direttamente proporzionale con la crescita della comunità. Ora i romeni sono molto strumentalizzati dai politici. Io personalmente, mi sono sentita sia accolta che discriminata, e sono stata vittima di atti razzisti, uno dei quali violento”.

Oltre ai divieti, qualche soluzione positiva per superare il problema e creare le basi di una convivenza civile? “Be’ l’idea del giornale gratuito come Mixa è vincente: complimenti! Lo aspettiamo anche a Roma”.

This entry was posted in despre Romania... si romanii ei!. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s